Si tratta di una lettera controversa riguardante la politica di espulsione: in seguito al terribile attentato terroristico contro il CSD di Berlino, il sindacato di polizia tedesco chiede, in una lettera indirizzata alla Cancelliera federale, una riforma radicale delle leggi in materia di cittadinanza, residenza e asilo.
Il sindacato di polizia tedesco (DPolG) individua carenze strutturali nelle normative vigenti che mettono a repentaglio la sicurezza interna e ritiene insufficienti le misure proposte da Friedrich Merz (CDU). Il sindacato di polizia lo chiarisce nella sua lettera recentemente pubblicata, come afferma il presidente federale del DPolG, Heiko Teggatz:
“Quando si modifica la legge sulla cittadinanza, non bisogna limitarsi a esaminare le condizioni in base alle quali la cittadinanza tedesca può essere revocata ai cittadini con doppia cittadinanza. È altrettanto necessario un riorientamento fondamentale della legge sulla cittadinanza: la cittadinanza tedesca dovrebbe essere nuovamente legata in modo più stretto a un’integrazione dimostrabilmente riuscita e rappresentare il culmine di un processo di integrazione positivo.”
Nel 2025, 34.448 espulsioni pianificate sono fallite
Inoltre, il sindacato chiede un inasprimento delle norme in materia di espulsione previste dalla legge sul soggiorno: lo Stato deve esercitare in modo più coerente il proprio interesse specifico in materia di espulsione. In pratica, le espulsioni spesso falliscono perché i tribunali non riconoscono, nei singoli casi, una minaccia sufficiente per la sicurezza e l’ordine pubblico. Il DPolG chiede pertanto un chiarimento legislativo affinché le circostanze elencate nella legge sul soggiorno costituiscano prova di tale minaccia. Lo scorso anno, 34.448 espulsioni pianificate sono fallite, di cui 4.354 nella sola Baviera e ben 9.750 a Berlino.
Anche il sindacato di polizia ritiene urgente intervenire sulla legislazione in materia di asilo, in particolare per quanto riguarda la revoca dello status di protezione: nonostante la protezione concessa, le persone tornano ripetutamente nei loro paesi d’origine. Le eccezioni e i poteri discrezionali esistenti comportano procedure eccessivamente lunghe. Heiko Teggatz ha dichiarato: “Le nostre proposte sono sul tavolo da tempo. Chiunque abbia individuato delle lacune nelle politiche di sicurezza deve trarne anche le necessarie conclusioni legislative”.
Sabato scorso, un ventunenne ha lanciato un furgone a noleggio contro la folla a Berlino, per poi aggredire i passanti con un machete. Nell’attacco è rimasta uccisa una donna polacca di 65 anni e altre 31 persone sono rimaste ferite. Il presunto responsabile, il cittadino tedesco Abdul Ballout di origini libanesi, è stato ucciso il giorno successivo da un’unità delle forze speciali in un orto comunitario a Berlino-Spandau, dopo essersi scagliato contro gli agenti con un’arma da taglio.
Abdul Ballout era noto alle autorità di sicurezza da anni. Già da adolescente, era coinvolto in ambienti islamisti. Nel novembre 2025, fu arrestato all’aeroporto di Berlino Brandeburgo (BER) dopo aver tentato ripetutamente di unirsi allo Stato Islamico. Era considerato una minaccia e classificato come individuo ad alto rischio dall’Ufficio federale di polizia criminale (BKA). Nel maggio 2026, un tribunale minorile lo condannò a un anno e dieci mesi di libertà vigilata per aver preparato un grave atto di violenza che metteva in pericolo lo Stato. La procura presentò ricorso; il mandato di arresto era stato precedentemente revocato. Gli inquirenti trovarono sul suo cellulare un video in cui giurava fedeltà all’ISIS.
Il cancelliere Friedrich Merz ha condannato l’attentato definendolo un “attacco alla nostra società” e ha annunciato le conseguenze: sta ora valutando come limitare in modo più rigoroso la libertà di movimento dei potenziali terroristi. Ritiene che la revoca della cittadinanza tedesca per i cittadini con doppia cittadinanza sia possibile anche senza modificare la Costituzione. Tuttavia, in questo caso specifico, tale opzione non era praticabile, poiché Abdul Ballout possedeva solo la cittadinanza tedesca. Merz ha inoltre sottolineato la necessità di un’espulsione più sistematica dei potenziali terroristi che sono tenuti a lasciare il Paese.
